A porte chiuse – 2006

A porte chiuse

di Jean-Paul Sartre

regia
Carlotta Corradi

personaggi e interpreti
Josè Garcin – Marco Blanchi
Estella Rigoult – Claudia Mei Pastorelli
Inès Serrano – Marika Murri
cameriere – Francesco Vellei

sound designer: Roberto Fiore
assistente alla regia: Ilaria Ortensi
disegno e grafica: Massimiliano Bomba

Sinossi

Infiniti sono gli abiti di cui si veste l’Inferno nella nostra immaginazione, ma l’Inferno altro non è che quello che viviamo in vita ancor prima d’esser morti. “L’inferno sono gli altri”, scrive Sartre, altri esseri umani che con le loro insicurezze, con i loro giudizi e con il loro egoismo ci rendono la vita difficile e ci impediscono di evadere da noi stessi. E’ così che l’Inferno di Sartre non è molto più di una piccola stanza semiarredata, spogliata degli elementi tipici che caratterizzano l’Inferno nell’immaginario collettivo. I protagonisti sono tre: due donne e un uomo. Garcin, Estella e Inés, nuovi inquilini di questo luogo oscuro, si ritrovano così a dover vivere insieme il resto della loro “assenza” dal mondo dei vivi, senza pause, senza notte, senza il battere delle palpebre che dà un respiro alla vita terrena. Ognuno di loro è il boia per l’altro, un pregiudizio da infrangere per riscattarsi dalle proprie colpe in terra. Le persone che hanno lasciato nel mondo dei vivi sono le stesse che ora li disprezzano o li dimenticano; così la loro redenzione si gioca tutta a porte chiuse all’interno di questa stanza. Passano mesi, il tempo scorre veloce incalzando il ritmo delle loro discussioni, fino al punto in cui il meccanismo di accusa e assoluzione che rincorrono diventa un percorso estenuante e senza fine: un Inferno dettato dal giudizio degli altri.
L’allestimento dell’opera cerca di restituire a una situazione surreale il realismo di una sensazione interiore. La stanza che contiene tra le pareti i segreti dei protagonisti non è altro che uno spazio interiore, disturbato solo dalla possibilità che gli altri ti guardino dentro come da un buco della serratura. La sonorizzazione che accompagna il viaggio dei personaggi verso una verità che hanno spesso occultato è frutto della ricerca musicale del compositore Roberto Fiore che interpreta l’inquietudine dei protagonisti.